Premessa: la porta d’ingresso principale della mia ditta, nella pausa pranzo, resta chiusa. Per uscire da lì occorre azionare un interruttore nascosto dentro un armadio.
Quel giorno, rientrando dalla pausa, passando dall’ingresso sul retro, mi accorsi che una graziosa signorina, dall’interno, bazzicava incerta davanti alla porta principale.
Domandandomi chi fosse le chiesi “scusi, ha bisogno di uscire?”
Lei con aria attonita, guardandomi con l’espressione di una che non aveva capito una parola di quello che avevo detto tanto che pensai fosse una povera mentecatta, non disse niente.
Allora riprovai con un “deve uscire?”
Ancora attonita e dopo un attimo di silenzio replicò “…sortir?”
AAAAh, ecco perché non capiva, si trattava di una nostra ospite francese!!!
Cercando di richiamare a me tutte le reminiscenze che avevo di quella lingua, col terrore che qualche direttore assistesse ad una mia colossale gaffe, risposi “oui!?”, e lei “oh, no, no”, non voleva uscire, infatti stava tornando in riunione e mentre percorrevamo il corridoio insieme mi chiese “pour sortir il faut pousser?” (per uscire serve spingere un bottone?) mimando col dito l’azione di premere un pulsante nell’aria, e io sempre concentratissimo “oui!” e lei “Où?”(dove?) e io di getto senza pensarci “dans l’armoir” sperando che volesse dire “nell’armadio” ma con qualche dubbio che armoir volesse invece dire armatura, comunque mi fece cenno di aver capito e contenti ce ne andammo ognuno per la propria strada.
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